I pazienti in terapia con anticoagulante orale che si sottopongono a chirurgia bariatrica, ovvero chirurgia dell'obesità, sono a rischio aumentato di sanguinamento nei primi mesi dopo l’intervento.
I pazienti in terapia con anticoagulante orale che si sottopongono a chirurgia bariatrica, ovvero chirurgia dell'obesità, sono a rischio aumentato di sanguinamento nei primi mesi dopo l’intervento.
Una revisione condotta dagli psichiatri dell’Università di Chicago esclude che l’impiego di vareniclina nei tentativi di cessazione del fumo si associ a un maggior rischio di eventi neuropsichiatrici. L’analisi ha preso in considerazione due fonti di dati:
Uno studio retrospettivo statunitense coordinato dalla Food and Drug Administration individua una associazione tra l’impiego di Ig iperimmuni e l’insorgenza di complicanze trombotiche.
Uno studio multicentrico statunitense descrive alcuni casi gravi di osteonecrosi della mandibola dopo terapia per bocca o per via endovenosa con bifosfonati.
L’esposizione prenatale agli antiepilettici comporterebbe il rischio di una compromissione della funzione motoria del neonato, già evidente al sesto mese di vita, specie se si tratta di un’esposizione a più farmaci.
Uno studio condotto da ricercatori dell’Università di San Antonio, in Texas, individua un'associazione tra l’impiego di statine e l’insorgenza di cataratta.
Uno studio norvegese segnala che la stima dell’impatto negativo di diverse terapie farmacologiche in gravidanza può essere variare sensibilmente in funzione della finestra temporale di esposizione adottata prima del concepimento e della modalità di raccolta dell’anamnesi farmacologica.
Sul sito dell'AIFA è possibile trovare l'andamento delle segnalazioni di sospette reazioni avverse in Italia nel 2012.
Un’indagine su un ampio campione di quasi 200mila statunitensi diabetici (185.360 uomini, 7.812 donne) rappresentativi della popolazione generale ha confrontato il rischio di mortalità di diversi ipoglicemizzanti orali.
Uno studio condotto in un ambulatorio dermatologico di Roma denuncia che le donne migranti fanno ampio uso di prodotti cutanei schiarenti, in genere con un composizione poco sicura per la salute della pelle e dell’intero organismo.
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