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Martedì, Novembre 5, 2013

Vareniclina ed eventi avversi psichiatrici

Una revisione condotta dagli psichiatri dell’Università di Chicago esclude che l’impiego di vareniclina nei tentativi di cessazione del fumo si associ a un maggior rischio di eventi neuropsichiatrici. L’analisi ha preso in considerazione due fonti di dati:

  • 17 studi randomizzati e controllati con placebo, condotti dall’azienda produttrice, che avevano coinvolto nell’insieme 8.027 soggetti (1.004 con malattie psichiatriche) per rilevare le possibili reazioni avverse con vareniclina;
  • un ampio studio osservazionale, messo a punto dalle autorità governative statunitensi per confrontare in 35.800 soggetti il tasso di eventi avversi a 30 e 60 giorni in corso di trattamento con sostituti nicotinici o vareniclina.

Dai dati aggregati degli studi controllati risulta che la vareniclina ha indotto un aumento del  suo più noto effetto negativo, la nausea (odds ratio 3,69, limiti di confidenza al 95% da 3,03 a 4,48), ma non delle ideazioni e dei comportamenti suicidari (odds ratio 0,57, limiti di confidenza al 95% da 0,23 a 1,38), degli episodi di depressione (odds ratio 1,01, limiti di confidenza al 95% da 0,68 a 1,52) o di aggressività/agitazione (odds ratio 1,27, limiti di confidenza al 95% da 0,85 a 1,92). Come atteso, il farmaco ha incrementato i tassi di cessazione rispetto al placebo (rischio relativo 2,24, limiti di confidenza al 95% da 2,21 a 2,27) ma anche rispetto al bupropione (rischio relativo 1,22, limiti di confidenza al 95% da 1,16 a 1,29). Nel sottogruppo dei pazienti con psicosi preesistenti o in atto, l’incidenza di eventi avversi psichiatrici è risultata simile a quella del gruppo di controllo affetto dalle medesime condizioni ma trattato con placebo (placebo rispetto a vareniclina: ideazioni suicidarie 15,39‰ rispetto a 14,57‰, nessun episodio di suicidio; depressione 81,32‰ rispetto a 80,15‰; aggressività/agitazione 46,15‰ rispetto a 51‰).

I risultati dello studio osservazionale hanno rilevato un tasso di disturbi neuropsichiatrici più basso con la vareniclina che con i sostituti nicotinici in cerotto (2,28% rispetto a 3,16%, p>0,0001), che corrispondeva a una riduzione del rischio di alterazioni psichiatriche attribuibili al farmaco (odds ratio 0,1, limiti di confidenza al 95% da 0,04 a 0,24).

A seguito del riscontro di una serie di eventi avversi psichiatrici in pazienti che avevano effettuato tentativi di cessazione del fumo con il supporto della vareniclina, nel 2009 la Food and Drug Administration aveva stabilito l’inserimento nel foglietto illustrativo del farmaco della segnalazione (black box warning) di un possibile rischio di alterazioni del comportamento, depressione e ideazione suicidaria.

Questo studio non solo allontana questo timore, ma sembra evidenziare un profilo di sicurezza migliore rispetto a quello di altri farmaci usati con la stessa indicazione.

Gibbons RD, Mann JJ. Varenicline, smoking cessation, and neuropsychiatric adverse events. Am J Psychiatry 2013;. doi:10.1176/appi.ajp.2013.12121599.

 e-mail ricercatore: rdg@uchicago.edu