Contraccettivi ormonali a uso sistemico

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Uso di contraccettivi orali e insorgenza di sintomi depressivi

L’uso di contraccettivi orali potrebbe associarsi a un aumento dei sintomi depressivi nelle adolescenti, secondo uno studio di coorte prospettico internazionale che ha arruolato e seguito nel tempo ragazze tra i 16 e i 25 anni dal 2005 al 2016.

Sono stati analizzati i dati di 1.010 ragazze, con l’obiettivo di valutare le conseguenze dell’uso di contraccettivi orali a 16, 19, 22 e 25 anni.

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Interazioni tra contraccettivi e antibiotici

Una revisione sistematica condotta dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta esclude che gli antibiotici sistemici diversi dalle rifamicine possano ridurre l’efficacia dei contraccettivi orali.

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Contraccettivi e rischi teratogeni?

Uno studio prospettico di coorte danese esclude che l’assunzione di contraccettivi orali in coincidenza del concepimento o nel periodo immediatamente successivo abbia effetti teratogeni. I ricercatori hanno incrociato i dati del Medical Birth Register (anni 1997-2001, 880.694 nati vivi) e del Danish National Prescription Register, assumendo che l’esposizione ai contraccettivi (codice ATC G03A comprendente contraccettivi estroprogestinici o solo progestinici per bocca e contraccezione d’emergenza) coincidesse con la prescrizione più vicina alla data del concepimento.
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I contraccettivi non accorciano la vita

Un’analisi della coorte del Nurses` Health Study ha indagato l’associazione tra impiego di contraccettivi orali e rischio di morte. I risultati si riferiscono a 121.701 donne seguite per 36 anni (3,6 milioni di anni-persona), con verifica biennale dell’uso di contraccettivi orali nel periodo 1976-1982 (si trattava quindi delle formulazioni di prima e seconda generazione con dosi di ormoni relativamente più alte, soprattutto per quanto riguarda la componente progestinica). Circa la metà delle donne aveva fatto uso della pillola contraccettiva.

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L’associazione fra tromboembolia e pillola contraccettiva

Dopo le numerose segnalazioni di un aumento del rischio di fenomeni tromboembolici con i contraccettivi orali contenenti progestinici di terza generazione (gestodene o desogestrel) e di quarta generazione (drospirenone), alcune delle quali riprese anche da Farmacovigilanza, la decisione dell’agenzia regolatoria francese di sospendere i contraccettivi contenenti ciproterone acetato ha ulteriormente richiamato l’attenzione della comunità scientifica su una questione che coinvolge autorità sanitarie, aziende produttrici, società scientifiche, singoli professionisti, media, ma

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I nuovi contraccettivi non favorirebbero la colelitiasi

Un ampio studio britannico caso-controllo esclude che l’uso dei nuovi contraccettivi orali contenenti come progestinico il drospirenone si associ a un aumento del rischio di colelitiasi. I ricercatori hanno selezionato nel registro nazionale dei medici di medicina generale (UK General Practice Research Database) le donne di 14-60 anni nel periodo 2001-2008 che avevano ricevuto almeno una prescrizione di contraccettivi per bocca contenenti come progestinico drospirenone o levonorgestrel (n= 400.111).

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Contraccettivi e rischio tromboembolico: pesano molte variabili

Una metanalisi frutto della collaborazione dei ricercatori della Università di Chieti e dell’Università La Sapienza di Roma conferma che l’uso dei contraccettivi orali aumento il rischio di tromboembolia venosa, e che la forza di questa associazione varia secondo la generazione dei contraccettivi orali (minore per quelli di seconda generazione, maggiore per quelli di terza generazione).

 

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Contraccettivi e peso corporeo

Una recente revisione Cochrane ha indagato se i contraccettivi ormonali siano responsabili di rilevanti cambiamenti del peso corporeo.

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