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Giovedì, Dicembre 15, 2011

I pericoli degli antidepressivi nell’anziano

Un’indagine del programma britannico Health Technology Assessment (HTA) del National Institute for Health Research (NIHR) ha analizzato il profilo di sicurezza e il rapporto rischi/benefici dell’uso di antidepressivi nella popolazione anziana. Utilizzando il database nazionale di  570 ambulatori di medicina generale ha selezionato nell’arco di 12 anni (1996-2007), e ha seguito fino a tutto l’anno 2008, 60.746 pazienti di 65-100 anni di età con nuova diagnosi di depressione, l’89% dei quali trattati farmacologicamente con antidepressivi triciclici, inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) e inibitori delle monoaminossidasi (IMAO). Sono stati considerati ben 13 esiti: mortalità globale, morte cardiaca improvvisa, suicidio, tentativi di suicidio e/o di autolesionismo, infarto del miocardio, accidenti cerebrovascolari (ictus o TIA), cadute, fratture, sanguinamento gastrointestinale, convulsioni o crisi epilettiche, incidenti stradali, reazioni avverse da farmaci e iponatriemia.

Gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina avevano un’associazione particolarmente marcata con il rischio di cadute (hazard ratio 1,66, limiti di confidenza al 95% da 1,58 a 1,73) e di iponatriemia (hazard ratio 1,52; limiti di confidenza al 95% da 1,33 a 1,75), le restanti classi di antidepressivi con un aumento della mortalità (hazard ratio 1,66, limiti di confidenza al 95% da 1,56 a 1,77), della tendenza al suicidio e all’autolesionismo (hazard ratio 5,16, limiti di confidenza al 95% da 3,9 a 6,83), dell’insorgenza di eventi ischemici cerebrali (hazard ratio 1,37, limiti di confidenza al 95% da 1,22 a 1,55), di fratture (hazard ratio 1,63, limiti di confidenza al 95% da 1,45 a 1,83) e di convulsioni (hazard ratio 2,24, limiti di confidenza al 95% da 1,6 a 3,15). Tra i singoli farmaci, il trazodone, la mirtazapina e la venlafaxina erano associati a plurimi effetti avversi anche con frequenza più elevata.

Ancora una volta è evidente la necessità, quando si prescrive un farmaco specie a un paziente anziano, di considerare attentamente il rapporto rischi/benefici.

Coupland CA, Dhiman P, et al. A study of the safety and harms of antidepressant drugs for older people: a cohort study using a large primary care database. Health Technol Assess 2011;15(28).