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Venerdì, Gennaio 25, 2013

Trastuzumab e gravidanza

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Una metanalisi effettuata presso l’Università di Vienna ha considerato i dati disponibili sull’uso del trastuzumab, un anticorpo monoclonale contro il recettore 2 del fattore di crescita epidermico umano (EGF), per il trattamento del cancro della mammella in gravidanza, selezionando tutti gli studi pubblicati sull’argomento fino a settembre 2012, indipendentemente dalle loro dimensioni. Nei 17 studi individuati (18 gravidanze nel 55,6% dei casi con malattia metastatica e 19 neonati; età media della madre al momento del concepimento 32,3 anni; tempo medio di trattamento 14,8 settimane) il farmaco era stato somministrato da solo o in associazione ad altri chemioterapici. L’esposizione al trastuzumab era avvenuta nel secondo e terzo trimestre nell’83,3% dei casi, nel primo nel restante 16,7%. I dati aggregati riportano un’incidenza del 61,1% di oligo-anidramnios, il più frequente effetto avverso, esclusivamente per esposizioni nel secondo e terzo trimestre (incidenza del 73,3% considerando esclusivamente l’esposizione negli ultimi 2 trimestri). Non è stata evidenziata una relazione statisticamente significativa tra dosi somministrate e presenza di oligo-anidramnios. A un’età gestazionale media al momento del parto di 33,8 settimane, il peso medio dei neonati è risultato di 2,261 kg. Nel 52,6 % dei casi i neonati erano sani. Negli altri casi i neonati presentavano tachipnea transitoria (1 caso), sindrome da distress respiratorio (1 caso), insufficienza renale e malattia polmonare (1 caso), aumento della creatininemia e sindrome da distress respiratorio (1 caso), prematurità (2 casi), insufficienza respiratoria, sindrome della deiscenza capillare, infezioni persistenti, enterocolite necrotizzante (1 caso), grave ipoplasia polmonare con atelettasia (1 caso), sepsi batterica (1 caso). A un follow up mediano di 9 mesi, nessuno dei bambini che aveva manifestato disturbi alla nascita li aveva sviluppati successivamente, mentre erano deceduti 4 su 9 bambini con problemi perinatali. Il momento del decesso si collocava tra l’immediato post partum e 5,25 mesi.

I dati raccolti permettono di stabilire che trastuzumab è controindicato in gravidanza. Peraltro il fatto che l’esposizione al primo trimestre non abbia avuto conseguenze né dopo la nascita né dopo un follow up a medio termine, suggerisce che l’esposizione accidentale nelle prime fasi di una gravidanza non programmata non rappresenta un rischio tale da sconsigliarne drasticamente la prosecuzione.

Zagouri F, Sergentanis TN, et al. Trastuzumab administration during pregnancy: a systematic review and meta-analysis. Breast Canc Res Treat 2012;doi 10.1007/s10549-012-2368-y.

e-mail ricercatore: florazagouri@yahoo.co.uk