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Venerdì, Luglio 17, 2015

Nuovi dati sugli antidepressivi SSRI in gravidanza

Uno studio frutto della collaborazione del National Center on Birth Defects and Developmental Disabilities dei CDC di Atlanta e del Dipartimento di Genetica Medica dell’Università della British Columbia di Vancouver ha esplorato l’effetto dell’assunzione in fase periconcezionale di inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI) sul rischio di malformazioni congenite.

A questo scopo ha individuato tramite i certificati di nascita in 10 centri statunitensi di neonatologia 17.952 madri di bambini con malformazioni e 9.857 controlli nati nel periodo 1997-2009. L’uso di citalopram, escitalopram, fluoxetina, paroxetina, sertralina è stato indagato dal mese precedente al concepimento fino al terzo mese di gestazione e le malformazioni sono state classificate in 14 categorie sulla base delle segnalazioni presenti in letteratura.

La sertralina è risultata il farmaco più usato, ma non è emersa alcuna associazione con le malformazioni congenite in precedenza segnalate con questo farmaco.  

Analogamente è stata esclusa un’associazione tra 9 delle categorie di difetti segnalati in precedenza in corso d'uso di SSRI e gli SSRI stessi.

Si è invece osservato con paroxetina un aumento del rischio di anencefalia (odds ratio 3,2, limiti di confidenza al 95% da 1,6 a 6,2), difetti del setto interatriale (odds ratio 1,8, limiti di confidenza al 95% da 1,1 a 3), difetti ostruttivi del tratto di efflusso del ventricolo destro (odds ratio 2,4, limiti di confidenza al 95% da 1,4 a 3,9), gastroschisi (odds ratio 2,5, limiti di confidenza al 95% da 1,2 a 4,8) e onfalocele (odds ratio 3,5, limiti di confidenza al 95% da 1,3 a 8); con fluoxetina un aumento del rischio sempre di difetti ostruttivi del tratto di efflusso del ventricolo destro (odds ratio 2,0, limiti di confidenza al 95% da 1,4 a 3,1) e craniosinostosi (odds ratio 1,9, limiti di confidenza al 95% da 1,1 a 3).

Gli antidepressivi SSRI sono una delle classi di farmaci su cui si sta concentrando l’interesse della comunità scientifica quanto ai rischi potenziali associati all’impiego piuttosto diffuso da parte di donne in età fertile nei mesi precedenti o persino durante la gravidanza. Si veda a questo proposito anche un’altra news pubblicata su Farmacovigilanza.eu relativa all’associazione con l’ipertensione polmonare nel neonato.

I dati di questa indagine riportano un effetto nullo per 14 categorie di difetti congeniti, fatta eccezione per un aumento del rischio di 2,5-3 volte di alcune specifiche malformazioni cerebrali, cardiache e dell’apparato digerente con paroxetina o fluoxetina. E’ ragionevole concludere che, oltre a un uso comunque cauto di questa classe di antidepressivi, sia preferibile optare per i farmaci con il miglior profilo di sicurezza in gravidanza.

Reefhuis J, Devine O, et al. Specific SSRIs and birth defects: bayesian analysis to interpret new data in the context of previous reports. BMJ 2015;350:h3190; doi: 10.1136/bmj.h3190

e-mail ricercatore: J Reefhuis NZR5@cdc.gov