inibitori di pompa protonica

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Inibitori di pompa protonica e infezioni gravi nei bambini

I risultati di uno studio di coorte francese suggeriscono che l’esposizione a inibitori di pompa protonica in età pediatrica aumenti il rischio di infezioni gravi di origine sia batterica sia virale.
Lo studio, condotto sui registri sanitari nazionali, ha incluso 1.262.424 bambini che hanno ricevuto almeno un trattamento tra inibitori di pompa protonica, anti H2, antiacidi e alginati per una malattia da reflusso gastroesofageo o altri disturbi gastrici.
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Inibitori di pompa ed enterobatteri antibiotico resistenti

L’uso di inibitori di pompa protonica sembra aumentare significativamente il rischio di colonizzazione da parte di enterobatteri resistenti agli antibiotici.
A rilevarlo è uno studio caso-controllo, condotto su 2.239 pazienti ospedalizzati in due centri olandesi tra il 2018 e il 2021, che ha indagato l’associazione tra il trattamento antisecretivo gastrico e la successiva presenza di enterobatteri produttori di betalattamasi a spettro esteso (ESBL) o carbapenemasi.
Dall’analisi microbiologica dei campioni clinici ricavati dai pazienti è emerso che l’uso di inibitori di
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Gli inibitori di pompa protonica sono sicuri in gravidanza?

L’uso di inibitori di pompa protonica durante il primo trimestre di gravidanza non sembra associarsi a un rischio aumentato di malformazioni congenite maggiori, difetti cardiaci congeniti, palatoschisi, idrocefalo e ipospadia nel nascituro.
Lo suggerisce uno studio di coorte, condotto in Corea del Sud tra il 2011 e il 2019, su 2.696.216 donne in gravidanza di età compresa tra 19 e 44 anni, 40.540 delle quali esposte a inibitori di pompa protonica durante il primo trimestre di gestazione.
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Lupus eritematoso indotto da inibitori di pompa protonica

Uno studio di farmacovigilanza, condotto su due database di segnalazione spontanea, VigiBase e il sistema di farmacovigilanza francese, ha riscontrato una potenziale associazione tra l’uso di farmaci inibitori di pompa protonica e l’insorgenza di lupus eritematoso.
Tra le otre 21 milioni di segnalazioni raccolte dal database dell’OMS tra il 1985 e il 2019, sono stati individuati 625 casi di lupus eritematoso associato a farmaci inibitori di pompa protonica.
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Inibitori di pompa da non usare con gli inibitori della tirosin chinasi

L’uso di farmaci soppressori della secrezione acida gastrica sembra influire negativamente sulla sopravvivenza dei pazienti affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule trattati con un inibitore della tirosin chinasi del fattore di crescita epidermico (EGFR-TKI) e si associa anche a un aumento dell’epatotossicità.
A suggerirlo è una revisione sistematica con metanalisi di 12 studi osservazionali che ha esaminato l’impatto degli inibitori di pompa protonica e degli H2 antagonisti sulla terapia con EGFR-TKI.
L’assunzione di farmaci soppressori dell’acidità gastri
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Inibitori di pompa protonica e rischio cardiovascolare

Un’analisi di disproporzionalità condotta sul database di segnalazione spontanea statunitense (FAERS) ha analizzato la possibile associazione tra gli inibitori di pompa protonica e gli eventi cardiovascolari, giungendo alla conclusione che i segnali riguardano più gli eventi vascolari di quelli cardiaci.
Per l’indagine sono state considerate 62.140 segnalazioni di eventi cardiovascolari associati all’uso di inibitori di pompa protonica raccolte tra gennaio 2015 e dicembre 2019.
Gli inibitori di pompa nel loro insieme non si associavano a un aumento del rischio
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