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Martedì, Giugno 5, 2012

Segnali premonitori: l’esempio dei tiazolidinedioni

 

Uno studio effettuato presso le Università di Bologna e di Ferrara, mette in evidenza, utilizzando il caso dei tiazolidinedioni, che i segnali precoci generati da segnalazioni spontanee sono in grado di anticipare in maniera affidabile problemi di sicurezza di un farmaco. Nello specifico, l’indagine ha preso in considerazione le segnalazioni spontanee sulle reazioni avverse cardiovascolari, oculari e ossee associate all’uso di tiazolidinedioni prima che esse venissero ampiamente documentate dalla letteratura scientifica. A questo scopo ha utilizzato l’Adverse Event Reporting System (AERS) della Food and Drug Administration, selezionando le segnalazioni spontanee relative a tutti i farmaci antidiabetici nel periodo gennaio 2005-dicembre 2008. Per quanto riguarda i tiazolidinedioni, l’analisi è stata condotta per la classe e per i singoli farmaci. Le segnalazioni spontanee sui tiazolidinedioni rappresentavano il 16% di quelle sugli antidiabetici (49.589/301.950 associazioni tra uso di farmaco e reazione avversa). Emergeva un’incidenza significativamente superiore a quella attesa di infarto del miocardio (odds ratio 4,71, limiti di confidenza al 95% da 4,4 a 5,05), edema maculare (odds ratio 3,88, limiti di confidenza al 95% da 2,79 a 5,39) e fratture ossee (odds ratio 1,73, limiti di confidenza al 95% da 1,53 a 1,96). Peraltro, per il rosiglitazone era evidente soltanto l’associazione con l’infarto (odds ratio 7,86, limiti di confidenza al 95% da 7,34 a 8,34) e l’edema maculare (odds ratio 5,55, limiti di confidenza al 95% da 3,94 a 7,79), per il pioglitazone unicamente quella con fratture multiple localizzate soprattutto agli arti e al bacino (odds ratio 2,00, limiti di confidenza al 95% da 1,7 a 2,35). L’analisi delle segnalazioni per trimestre evidenzia una frequenza di segnalazioni in eccesso a partire dal trimestre gennaio-marzo 2005 (la commercializzazione dei tiazolidinedioni risale al 1999) e mostra poi una marcata variabilità nel tempo, con una caduta alla fine del 2006. In questo andamento, difficilmente spiegabile, entrano probabilmente in gioco l’ingresso sul mercato di altri farmaci antidiabetici, le segnalazioni di eventi avversi dei tiazolidinedioni e la ridotta prescrizione a partire dal 2007.

 

In conclusione l'analisi di grandi database di segnalazioni spontanee di reazioni avverse da farmaci, permette di generare segnali di allarme precoci, come si evidenzia per i tiazolidinedioni.

 

 

Morola D, Piccinini C, et al. Cardiovascular, ocular and bone adverse reactions associated with thiazolidinediones: a disproportionality analysis of the US FDA Adverse Event Reporting System Database. Drug Safety 2012;35:315-23.

 

e-mail ricercatore: domenico.motola@unibo.it