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Martedì, Marzo 20, 2012

Aumenta la mortalità con l’uso dei farmaci ipnoinducenti

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Secondo uno studio osservazionale di popolazione statunitense l’assunzione di ipnoinducenti è associato con un aumento della mortalità.

L’indagine è stata effettuata utilizzando i dati di un’assicurazione sanitaria relativi a 10.529 pazienti (età media 54 anni) che assumevano farmaci ipnoducenti e 23.676 controlli appaiati. Durante un follow up medio di 2,5 anni si sono verificati 638 decessi (6,1%) nel gruppo di trattamento e 295 (1,2%) nel gruppo di controllo.

Dopo correzione per i fattori di confondimento, l’analisi statistica ha individuato un aumento del rischio in funzione del numero di dosi prescritte ogni anno (per 0,4-18 dosi annuali hazard ratio 3,6, limiti di confidenza al 95% da 2,92 a 4,44; per 18-132 dosi annuali hazard ratio 4,43, limiti di confidenza al 95% da 3,67 a 5,36; per >132 dosi annuali hazard ratio 5,32, limiti di confidenza al 95% da 4,5 a 6,3). Il rischio era significativo in tutte le fasce di età per quanto crescesse con l'aumentare dell'età. I farmaci più a rischio sono risultati zolpidem, temazepam, eszopiclone, zaleplon, alcune benzodiazepine, barbiturici e antistaminici. Per l’impiego a  dosi elevate di questi farmaci è stata individuata anche un’associazione con l’insorgenza di cancro (hazard ratio 1,35, limiti di confidenza al 95% da 1,18 a 1,55).

Questi dati necessitano di essere confermati, ma considerando l’elevata quota della popolazione generale che assume di routine farmaci per dormire, quando si prescrive un farmaco ipnoducente è bene tenere in considerazione il rischio segnalato da questo studio anche per assunzioni occasionali.

Kripke DF, Langer RD, Kline LE. Hypnotics’ association with mortality or cancer: a matched cohort study. BMJ Open 2012;2:e000850. doi:10.1136/bmjopen-2012-000850.

e-mail ricercatore: daniel@scrippshealth.org