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Il tofacitinib aumenta il rischio di eventi cardiovascolari e cancro?

Nei pazienti con artrite reumatoide il trattamento con tofacitinib si associa a un aumento del rischio di eventi cardiovascolari maggiori e di cancro rispetto alla terapia con inibitori del fattore di necrosi tumorale (TNF-alfa).
Lo rileva uno studio randomizzato, in aperto, successivo all’autorizzazione, condotto su 4.632 pazienti con artrite reumatoide e almeno un fattore di rischio cardiovascolare aggiuntivo, assegnati a ricevere il tofacitinib o un inibitore del fattore di necrosi tumorale (adalimumab o etanercept).
A un follow up mediano di 4 anni, l’incidenza di
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Trattamenti per la fertilità e cancro

I bambini nati a seguito di un trasferimento di embrioni congelati sembrano avere un maggior rischio di cancro nell’infanzia, piccolo ma statisticamente significativo.

Il dato proviene da uno studio di coorte retrospettivo danese che ha incluso 1.085.172 bambini, 2.217 dei quali con un tumore.

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Iodio radioattivo e mortalità per tumore

I pazienti ipertiroidei trattati con iodio radioattivo sembrano avere un aumento del rischio di morte per tumori solidi, proporzionale alla dose a cui vengono esposti organi e tessuti.

A segnalarlo è uno studio di coorte a lungo termine (durata media del follow-up 26 anni) svolto su 18.805 pazienti statunitensi e britannici, per lo più con morbo di Graves, senza patologie oncologiche in anamnesi.

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Rischio di cancro delle vie urinarie dopo esposizione a tiopurine

Lo studio CESAME (Cancers Et Surrisque Associé aux Maladies inflammatoires intestinales En France) indica che il trattamento con tiopurine delle malattie infiammatorie croniche intestinali comporta un aumento del rischio di sviluppare un cancro dell’apparato urinario. L’indagine ha coinvolto 19.486 pazienti (età media 40,3 anni, 45,1% maschi), il 30,1% dei quali in terapia con azatioprina o mercaptopurina. Dopo un follow up mediano di 35 mesi si è registrata l’insorgenza di 10 casi di cancro del rene e di 6 casi di cancro della vescica.
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Incertezza sul rischio oncogeno da pioglitazone

Uno studio a lungo termine condotto presso l’Università della Pennsylvania ha rivisto le stime del rischio di 10 forme tumorali associate all’impiego di pioglitazone ed è giunto a conclusioni differenti rispetto a precedenti indagini analoghe.

I dati sono stati ricavati da 3 studi differenti che hanno valutato il trattamento con pioglitazone rispetto a tutti gli altri trattamenti.

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Non provato il rapporto tra pimecrolimus topico e cancro

I ricercatori dell’Università della Pennsylvania hanno utilizzato i dati del registro PEER (Pediatric Eczema Elective Registry) che si riferiscono a 7.457 bambini statunitensi di 2-17 anni con dermatite atopica per valutare il rischio oncogeno dopo trattamento con pimecrolimus topico per almeno 6 mesi.

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Antiepilettici e tumore del fegato

Una revisione condotta presso l’IRCCS Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri esclude che il fenobarbital (ma anche altri antiepilettici) abbia un ruolo significativo nell’induzione del cancro del fegato nei pazienti che lo assumono cronicamente come anticonvulsivante. Sono stati selezionato 15 studi sui farmaci antiepilettici, adeguati per rispondere al quesito clinico ma con diverso disegno: studi di coorte su pazienti con epilessia, registri prescrittivi di pazienti in terapia con fenobarbital e studi caso-controllo.

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Una revisione di revisioni per studiare l’effetto oncogeno dei farmaci

Una revisione statunitense a cui hanno lavorato i ricercatori della Stanford University School of Medicine e dei Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta ha verificato le segnalazioni ricorrenti sull’associazione tra l’uso di alcune delle più comuni classi di medicinali e l’insorgenza di diverse forme di cancro. Tra questi erano compresi ipoglicemizzanti orali, insulina, statine, antipertensivi, diuretici, antagonisti dei recettori dell'angiotensina II, TNF, bifosfonati.

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Aumentano i tumori cutanei dopo l’esposizione prolungata a voriconazolo

Uno studio statunitense condotto ad Atlanta, nato dalla collaborazione tra l’Università di Emory e il Veterans Affairs Medical Center individua, nella somministrazione di voriconazolo per la profilassi delle infezioni micotiche dopo trapianto di polmone, un fattore di rischio indipendente per il cancro cutaneo diverso dal melanoma. I ricercatori hanno rintracciato e intervistato telefonicamente tutti i pazienti ancora in vita sottoposti all’intervento tra il 1993 e il 2009.

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