E’ noto che l’attività teratogena di un farmaco può emergere solo dopo la sua commercializzazione con studi epidemiologici prospettici o retrospettivi, la segnalazione di case report e i registri delle malformazioni. La trasferibilità in campo umano degli studi preclinici sull’animale ha infatti limiti evidenti. Questa rubrica vuole essere uno stimolo per neonatologi e pediatri a segnalare malformazioni congenite secondarie a possibili reazioni avverse da farmaco.
Il paracetamolo è il farmaco più impiegato per il trattamento della febbre nel bambino per la sua efficacia e per la sua sicurezza se utilizzato ai dosaggi corretti.
Va ricordato che, vista l’impossibilità di impiegare l’acido acetilsalicilico sotto i 12 anni per la dimostrata associazione con la sindrome di Reye, i due farmaci più prescritti e studiati nelle sperimentazioni cliniche pediatriche sono il paracetamolo e l’ibuprofene.
Sta facendo rumore una ricerca retrospettiva che ipotizza un legame tra uso di paracetamolo nei bambini e insorgenza di malattie allergiche
Uno studio, pubblicato su Lancet1 suggerisce l’ipotesi che l’uso del paracetamolo in età pediatrica possa essere un fattore di rischio per lo sviluppo di asma, rinocongiuntivite ed eczema nell’infanzia.Le caratteristiche della ricerca
Il commento
Nel mese di giugno su un quotidiano nazionale è stata pubblicata la notizia del riscontro della presenza di nimesulide in un integratore alimentare (P.C. 28 Plus®) che ha portato al ritiro del prodotto dal mercato. Le domande che sorgono al riguardo sono tante e sarebbe importante avere risposta almeno ad alcune: a che livello della produzione c’è stato l’errore? ma, soprattutto, è stata la contaminazione di un unico lotto o di molti? e quanta nimesulide è stata rinvenuta?
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