insufficienza renale acuta

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Insufficienza renale acuta da inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2

Uno studio di farmacovigilanza, condotto sul database di segnalazione spontanea della FDA, ha confermato l’associazione tra gli inibitori del cotrasportatore sodio-glucosio di tipo 2 (SGLT-2) e l’insufficienza renale acuta nei pazienti diabetici.
Dall’analisi di 2.483 segnalazioni di sospetta insufficienza renale acuta correlata agli inibitori di SGLT-2, raccolte tra il 2004 e il 2020, è emerso che quasi la metà dei casi si è verificata entro due mesi dall’inizio della terapia (45,56%), ha riguardato perlopiù uomini (56,68%) d’età compresa tra 45 e 64 anni (58,46%) e ultrassessa
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Sicurezza: abiraterone ed enzalutamide a confronto

La terapia del carcinoma della prostata con abiraterone si associa a un rischio aumentato di insufficienza renale acuta, fibrillazione atriale e necessità di monitoraggio epatico rispetto all’enzalutamide.
Questo è quanto emerge da un’analisi dei dati del sistema nazionale d’assicurazione sanitaria francese, relativi a 11.534 utilizzatori di abiraterone ed enzalutamide, due farmaci ormonali di nuova generazione, approvati per il trattamento del carcinoma prostatico resistente alla castrazione.
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Confronto di sicurezza fra clortalidone e idroclorotiazide

Il clortalidone non migliora significativamente gli esiti cardiovascolari rispetto all’idroclorotiazide ma si associa a un maggior rischio di anomalie renali e squilibri elettrolitici.

A darne notizia uno studio di coorte osservazionale retrospettivo statunitense che ha confrontato 36.918 pazienti in trattamento con clortalidone e 693.337 in terapia con idroclorotiazide.

Sono stati analizzati i dati di pazienti sia ambulatoriali sia ospedalizzati, cui era stata prescritta per la prima volta una terapia per l’ipertensione, raccolti tra il gennaio 2001 e il dicembre 2018.

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I rischi della profilassi antibiotica post chirurgica

La profilassi antibiotica post intervento chirurgico non solo non ha una dimostrata efficacia, rispetto a quella pre intervento, ma si associa anche a un aumento del rischio di insufficienza renale e di infezioni da Clostridium difficile, tanto maggiore quanto più lunga è la durata della prescrizione.

Questi risultati vengono da uno studio di coorte statunitense multicentrico che ha analizzato i dati di 79.058 anziani sottoposti a intervento chirurgico e trattati con profilassi antibiotica pre e post chirurgica.

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Associazioni antibiotiche nefrotossiche

In età pediatrica l’associazione di vancomicina con piperacillina/tazobactam è particolarmente dannosa per la funzione renale. Questa è la conclusione di uno studio di coorte statunitense effettuato in grandi ospedali pediatrici su 1.915 bambini dai 6 mesi ai 18 anni di età ricoverati per il sospetto clinico di un’infezione grave e trattati con vancomicina in associazione a piperacillina/tazobactam o un betalattamico come ceftazidima, cefepim, meropenem/imipenem.

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Niente statine nella cardiochirurgia

Secondo lo studio STICS (Statin Therapy in Cardiac Surgery), la somministrazione di una statina in occasione di un intervento di cardiochirurgia non solo è priva di qualsiasi effetto cardioprotettivo, ma aumenta il rischio di insufficienza renale acuta. I ricercatori hanno assegnato 1.922 pazienti candidati all’operazione (nell’87% dei casi un bypass aortocoronarico, nel 10% una sostituzione della valvola aortica) alla somministrazione perioperatoria di rosuvastatina (20 mg al giorno) o al placebo.
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Cristalloidi o fisiologica, stesso rischio di danno renale

Uno studio randomizzato, in doppio cieco con disegno cross over condotto in 4 unità di terapia intensiva neozelandesi stabilisce che l’infusione di una soluzione elettrolitica bilanciata (cristalloidi) o di soluzione fisiologica (NaCl 9%) comporta un rischio potenziale simile di danno renale.

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Il rischio di effetti indesiderati da statine è misurabile

Il Dipartimento di statistica medica dell’Università di Oxford ha validato, su un ampio campione di pazienti, QStatin®, uno dei software progettati dall’Università stessa che utilizzano il database QRESEARCH (12 milioni di record sanitari anonimi pervenuti da 557 ambulatori di medicina generale distribuiti su tutto il territorio britannico) per calcolare una serie di rischi clinici.

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