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Lunedì, Giugno 25, 2012

Più o meno fratture con il clopidogrel?

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Uno studio di coorte che ha coinvolto la popolazione danese (circa 5,3 milioni di abitanti) ha analizzato la relazione tra clopidogrel e fratture ossee. Il razionale di un possibile effetto negativo risiede nel fatto che l’inibizione del recettore piastrinico dell'ADP denominato P2Y12 da parte del farmaco interferisce sul metabolismo del tessuto osseo con meccanismi in parte ancora da chiarire. Per la ricerca, sono stati individuati tutti i pazienti che avevano ricevuto una prescrizione del farmaco nel periodo 1996-2008 (n=77.503) e a ciascuno sono stati appaiati 3 soggetti di controllo (n=232.510). Si è osservata una relazione bifasica: per trattamenti di durata superiore a un anno l’assunzione del farmaco si associava a un aumento del rischio di fratture di qualsiasi natura e di fratture osteoporotiche, mentre un’esposizione a una dose giornaliera significativamente (p<0,01) inferiore a quella terapeutica standard sembrava protettiva, in quanto la frequenza di fratture era minore a quella osservata nei soggetti di controllo.

Gli autori dello studio concludono che sono necessari ulteriori dati per confermare e meglio interpretare i loro risultati.

Jørgensen NR, Grove EL, et al. Clopidogrel and the risk of osteoporotic fractures: a nationwide cohort study. Journal of Internal Medicine 2012; doi: 10.1111/j.1365-2796.2012.02535.x

e-mail ricercatore: niklas@dadlnet.dk