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Martedì, Giugno 9, 2020

Prescrizioni di clorochina e idrossiclorochina alle stelle per COVID-19

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Nella settimana che va dal 15 al 21 marzo 2020, negli Stati Uniti si è osservato un picco delle prescrizioni di idrossiclorochina e clorochina. Lo rivela un’analisi esplorativa che ha utilizzato i dati di 58.332 farmacie statunitensi per analizzare gli andamenti delle prescrizioni di idrossiclorochina e clorochina.

I dati del 2020 (dal 16 febbraio al 25 aprile 2020) sono stati confrontati con quelli del 2019 (dal 17 febbraio al 27 aprile 2019).

Nella settimana centrale di marzo le prescrizioni delle confezioni da meno di 28 compresse sono aumentate del 1.977% rispetto al 2019 (da 2.208 a 45.858 prescrizioni), quelle da 28 a 60 compresse del 179% (da 70.472 a 196.606) e quelle da più di 60 del 182,1% (da 44.245 a 124.833).

Il picco si è verificato a seguito di alcuni precisi avvenimenti: l’11 marzo l’OMS ha dichiarato la pandemia mondiale, il 13 marzo gli Stati Uniti hanno dichiarato lo stato di emergenza nazionale, il 17 marzo è stato pubblicato uno studio non randomizzato che suggeriva che l’idrossiclorochina fosse efficace nel ridurre la carica virale e il 19 marzo Donald Trump ha parlato favorevolmente dell’idrossiclorochina.

Il picco si è verificato successivamente a un altro picco, quello delle ricerche online rivolte all’acquisto di clorochina/idrossiclorochina (ne abbiamo parlato qui).

Il boom di richieste ha comportato problemi di approvvigionamento di questi farmaci per i pazienti con condizioni croniche che ne fanno uso per la propria malattia, come il lupus eritematoso sistemico e l’artrite reumatoide.

Complessivamente, durante le 10 settimane del 2020 sono state fatte 483.425 prescrizioni in più di idrossiclorochina/clorochina rispetto al corrispondente periodo del 2019.

Lo studio ha alcune limitazioni: non è stato possibile stabilire le indicazioni per cui sono state fatte le prescrizioni, le informazioni sul paziente o sul medico prescrittore, se si trattasse di nuove prescrizioni e la presenza di eventuali barriere nell’accesso ai farmaci.

Nonostante queste limitazioni, i risultati spingono a riflettere su due problematiche di salute pubblica, che non rappresentano altro che due facce della stessa medaglia: da un lato è infatti necessario pensare a come tutelare i pazienti dal fenomeno delle prescrizioni eccessive su farmaci peraltro di non dimostrata efficacia per COVID-19, dall’altro a come affrontare la conseguente carenza di farmaci efficaci per le persone che devono invece farne uso per la propria malattia.

Vaduganathan M, Meijgaard J et al. Prescription fill patterns for commonly used drugs during the COVID-19 pandemic in the United States. JAMA. Published online May 2020. DOI:10.1001/jama.2020.9184

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