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Mercoledì, Febbraio 10, 2021

Ormone della crescita e rischio di eventi cardiovascolari in età adulta

La somministrazione di ormone della crescita ricombinante per il trattamento di bambini o adolescenti con deficit dell’ormone della crescita, piccoli per età gestazionale o con bassa statura idiopatica determina un aumento del rischio di eventi cardiovascolari in età adulta, soprattutto nelle donne.

Lo suggerisce uno studio di coorte su base nazionale svolto in Svezia, che ha raccolto i dati di 53.444 pazienti trattati tra gli 0 e i 18 anni con ormone della crescita ricombinante e seguiti per un follow-up mediano di 15 anni.

In totale sono stati rilevati 1.809 eventi cardiovascolari, con un’incidenza diversa fra trattati e non: 25,6 eventi per 10.000 anni-persona nei trattati rispetto a 22,6 per 10.000 anni-persona nei controlli.

L’analisi ha quindi rilevato un piccolo ma significativo aumento del rischio rispetto ai controlli (hazard ratio 1,69, limiti di confidenza al 95% da 1,30 a 2,19), rischio più alto nelle donne (hazard ratio 2,05, liniti di confidenza al 95% da 1,31 a 3,20).

I risultati dello studio hanno anche messo in luce un effetto dose e durata dipendente: una maggiore durata del trattamento e della dose somministrata sono risultati associati a un rischio maggiore complessivo di malattie cardiovascolari (rispettivamente hazard ratio: 2,08 e 2,05.)

Nonostante questi dati, concludono i ricercatori, il rischio assoluto rimane basso e le evidenze di causalità devono essere dimostrate.

Tidblad A, Bottai M et al. Association of childhood growth hormone treatment with long-term cardiovascular morbidity. JAMA Pediatr 2020;e205199.