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Martedì, Aprile 30, 2019

Emorragia intracranica da alemtuzumab

L’insorgenza di ipertensione in seguito all’infusione di alemtuzumab per il trattamento della sclerosi multipla remittente/ricorrente può favorire un’emorragia cerebrale.

L’uso dell’anticorpo monoclonale, nonostante la sua efficacia nel trattare la sclerosi multipla, è stato limitato a causa di alcuni effetti avversi, gravi e potenzialmente fatali.

Nel novembre del 2018, la Food and Drug Administration ha rilasciato un’allerta in cui segnalava 13 casi di ictus ischemico o emorragico e di dissezione dell’arteria cervicale associati al trattamento con alemtuzumab, 12 dei quali insorti entro un giorno dall’inizio della terapia.

Per scoprire il nesso biologico tra somministrazione del farmaco e insorgenza precoce di emorragia intracranica, un gruppo di ricercatori statunitensi ha analizzato retrospettivamente 5 casi di emorragia intracranica, verificatisi in quattro centri, in donne (tra i 38 e i 49 anni) con sclerosi multipla remittente/ricorrente durante i 5 giorni del ciclo iniziale, a distanza di poche ore dall’infusione.

Nessuna delle pazienti aveva in anamnesi elementi che potessero farle considerare a rischio di emorragia cerebrale (disordini della coagulazione, ictus, emorragie intracraniche, aneurismi, ipertensione, patologie reumatologiche o del connettivo) né utilizzava antipertensivi, anticoagulanti o antiaggreganti.

La localizzazione del sanguinamento (quattro nei gangli basali e una nel lobo frontale) suggeriva che l’ipertensione potesse essere la causa scatenante, una tesi supportata dal rilevamento di un rialzo nella pressione sistolica media (+22 mmHg dopo la somministrazione del farmaco) in quattro pazienti su cinque il giorno precedente all’evento emorragico.

Tutte le pazienti erano già state dimesse nel momento in cui sono comparsi i sintomi dell’emorragia intracranica, e sono state tutte successivamente ricoverate in terapia intensiva: in due casi non hanno avuto alcun esito negativo a distanza di tempo, mentre in 3 ci sono state sequele neurologiche indipendenti dalla sclerosi multipla.

Sulla base dei dati osservati, i ricercatori ritengono che l’aumento della pressione sistolica media di almeno 20 mmHg o di almeno il 20%, o una singola rilevazione della pressione maggiore del 20% rispetto alla misurazione iniziale durante l’infusione dell’alemtuzumab potrebbero indicare i pazienti ad alto rischio di emorragia intracranica, per i quali il medico dovrebbe considerare l’ospedalizzazione per tenerli sotto stretta osservazione, controllando i valori pressori e valutando se i rischi di continuare la terapia superino i benefici.

Azevedo CJ, Kutz C, et al. Intracerebral haemorrhage during alemtuzumab administration. Lancet Neurol 2019; DOI: 10.1016/S1474-4422(19)30076-6.