news / Martedì, Maggio 21, 2013
Martedì, Maggio 21, 2013

Aumento del rischio tromboembolico con i glicocorticoidi

Uno studio di popolazione danese segnala un’associazione tra l’uso di glicocorticoidi per via sistemica e un aumento del rischio tromboembolico.  

Dal database nazionale (5,6 milioni di persone) sono stati identificati 38.765 casi di tromboembolia venosa (età mediana 67 anni, 53,7% donne), diagnosticati nel periodo gennaio 2005-dicembre 2011. Questi sono stati appaiati con 387.650 soggetti di controllo. L’esposizione ai glicocorticoidi è stata registrata e i casi sono stati quindi suddivisi divisa in diverse categorie temporali (uso nei 3 mesi precedenti l’evento, nei 3-12 mesi precedenti l’evento, oltre 12 mesi prima dell’evento) e di intensità di trattamento (prescrizione entro i 90 giorni precedenti o terapia continuativa).

I risultati hanno rilevato un aumento del rischio di tromboembolia venosa nel caso in cui l’assunzione di glicocorticoidi fosse in atto (rapporto tra i tassi di incidenza 2,31, limiti di confidenza al 95% da 2,18 a 2,45), associata a  una nuova prescrizione (rapporto tra i tassi di incidenza 3,06, limiti di confidenza al 95% da 2,77 a 3,38), continuativa (rapporto tra i tassi di incidenza 2,02, limiti di confidenza al 95% da 1,88 a 2,17) o recente (rapporto tra i tassi di incidenza 1,18, limiti di confidenza al 95% da 0,9 a 0,99). Il rischio era dose dipendente.

E’ emerso un rischio modesto anche per gli steroidi per via inalatoria di nuova prescrizione (rapporto tra i tassi di incidenza 2,21, limiti di confidenza al 95% da 1,72 a 2,86) e per quelli ad azione intestinale (rapporto tra i tassi di incidenza 2,17, limiti di confidenza al 95% da 1,27 a 3,71).

I risultati dello studio sono coerenti con la già descritta relazione tra stati di ipersecrezione endogena di glicorticoidi surrenalici e aumento dell’incidenza di tromboembolia venosa. L’esistenza di un meccanismo protrombotico associato ai glicocorticoidi è rafforzata dalla presenza di un gradiente temporale e di una dose-dipendenza, nonché dalla persistenza dell’associazione dopo aggiustamento per fattori relativi al tipo e alla gravità delle malattie concomitanti. Dato l’ampio uso dei glicocorticoidi, questi dati meritano un’attenta considerazione ed eventuali ulteriori approfondimenti e studi di dose-finding.

Johannesdottir SA, Horváth-Puhó E, et al. Use of glucocorticoids and risk of venous thromboembolism: a nationwide population-based case-control study. JAMA Intern Med 2013; doi:10.1001/jamainternmed.2013.122.

e-mail ricercatore: saj@dce.au.dk