news / Mercoledì, Febbraio 20, 2019
Mercoledì, Febbraio 20, 2019

Anticoagulanti e inibitori di pompa

Uno studio retrospettivo di coorte, svolto negli Stati Uniti sugli assistiti da Medicare tra gennaio 2011 e settembre 2015, rileva che l’associazione di un inibitore di pompa a un qualunque anticoagulante per bocca è in grado di ridurre il rischio di sanguinamento del tratto gastrointestinale superiore associato a questi farmaci.

Anzitutto i ricercatori hanno posto la loro attenzione nel confronto tra anticoagulanti per stabilire quale si associasse più spesso a un’emorragia gastrointestinale. Hanno valutato i dati di 1.643.123 pazienti in terapia con un anticoagulante orale (apixaban, dabigatran, rivaroxaban o warfarin) usando come parametro di riferimento l’incidenza di ricoveri ospedalieri per un fatto emorragico gastrointestinale.

In totale nei 754.389 anni-persona di follow up l’incidenza di ricoveri nei soggetti trattati era 115 per 10.000 anni-persona, con notevoli differenze tra farmaco e farmaco: 144 per 10.000 anni-persona con il rivaroxaban, 73 per 10.000 anni-persona con l’apixaban, 120 per 10.000 anni-persona con il dabigatran e 113 per 10.000 anni-persona con il warfarin (differenze statisticamente significative nel confronto tra rivaroxaban e gli altri singoli farmaci).

Definito quindi che il rivaroxaban è il farmaco associato più spesso ai fatti emorragici, è emerso che il più sicuro da questo punto di vista sarebbe l’apixaban.

A questo punto i ricercatori hanno approfondito l’analisi confrontando i dati dei pazienti trattati con il solo anticoagulante per bocca con quelli dei pazienti a cui era stato prescritto anche un inibitore di pompa. L’associazione con un inibitore di pompa (follow up di 264.447 anni-persona) aveva un effetto protettivo: 76 casi di ricovero per emorragia per 10.000 anni-persona rispetto ai 115 con i soli anticoagulanti orali (rapporto tra i tassi di incidenza 0,66, limiti di confidenza al 95% da 0,62 a 0,69). L’effetto benefico della gastroprotezione emergeva anche valutando ogni singolo anticoagulante (0,66 per 10.000 anni-persona per l’apixaban, 0,49 per il dabigatran, 0,75 per il rivaroxaban e 0,65 per il warfarin).

In caso di terapia anticoagulante per bocca per ridurre il rischio emorragico gastroenterico è bene associare un inibitore di pompa. Occorre ricordare anche che il rischio emorragico è variabile da farmaco a farmaco e che va tenuto in considerazione al momento della scelta prescrittiva, valutando di volta in volta le caratteristiche del paziente.

 

Ray WA, Chung CP et al. Association of oral anticoagulants and proton pump inhibitor cotherapy with hospitalization for upper gastrointestinal tract bleeding. JAMA 2018;320(21):2221-30.