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Domenica, Marzo 25, 2012

Degli antidolorifici non si può più fare a meno?

Uno studio retrospettivo di coorte condotto nella provincia canadese dell’Ontario segnala che la prescrizione di antidolorifici dopo interventi di chirurgia ambulatoriale o poco invasiva nell’anziano può indurne un impiego a lungo termine. I ricercatori hanno identificato i soggetti sopra i 66 anni che nell’arco di oltre 11 anni avevano assunto oppioidi o antinfiammatori non steroidei entro una settimana da interventi di cataratta, colecistectomia in laparoscopia, prostatectomia transuretrale, ablazione di varici venose. Hanno poi determinato la frequenza di utilizzo di entrambe le classi di farmaci per almeno 60 giorni nell’anno successivo.

Tra i 391.139 mai trattati prima con oppioidi e sottoposti a chirurgia, il 7,1% (n=27.636) ha ricevuto la prescrizione entro 7 giorni dalla dimissione e il 7,7% entro il primo anno, il che corrispondeva a un aumento significativo della probabilità di impiegarli abitualmente e a lungo termine (odds ratio 1,44, limiti di confidenza al 95% da 1,39 a 1,5). In particolare, nel periodo considerato si è osservato un particolare incremento del ricorso all’oxicodone (dal 5,4% nella prima settimana al 15,9%  nei 12 mesi).  

Per quanto riguarda gli antinfiammatori non steroidei, dei 383.780 pazienti candidati alla chirurgia e non consumatori abituali, lo 0,3% (n=1.169) ha ricevuto una prescrizione dopo la prima settimana dall’intervento e il 7,8% (n=30.080) dopo un anno. La probabilità di un impiego per almeno 60 giorni all’anno risultava aumentata di quasi 4 volte (3,74, limiti di confidenza al 95% da 3,27 a 4,28).

La prescrizione di farmaci antidolorifici dopo interventi di chirurgia minore, sia oppioidi che antinfiammatori non steroidei, è spesso necessaria. Nel paziente anziano va attentamente valutato il rapporto rischi/benefici anche in considerazione della dimostrata tendenza all’uso prolungato e quindi non appropriato.

Alam A, Gomes T, et al. Long-term analgesic use after low-risk surgery. A retrospective cohort study. Arch Intern Med 2012;172:425-30.

e-mail ricercatore: bellc@smh.toronto.on.ca