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Sabato, Marzo 3, 2012

Rischio di fratture con gli inibitori della pompa protonica

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Secondo un’analisi effettuata utilizzando i dati del Nurses’ Health Study, l’uso prolungato di inibitori della pompa protonica comporta un aumento del rischio di fratture dell’anca. Nella popolazione di 79.899  donne in età postmenopausale seguite con cadenza biennale dal 2000 al 2008 si sono verificate nel corso di un follow di oltre 8 anni (565.786 anni persona) 893 casi di frattura dell’anca. Rispetto alle donne che non usavano gli inibitori della pompa protonica, quelle che li avevano assunti per almeno 2 anni avevano un rischio significativamente aumentato di fratture dell’anca (hazard ratio 1,35, limiti di confidenza al 95% da 1,13 a 1,62; rischio assoluto 2,02 vs 1,51 eventi per 1.000 anni persona). L’associazione cresceva in funzione dei tempi di trattamento (p<0,01) ed era potenziata dall’abitudine al fumo (hazard ratio per il fatto di essere fumatore 1,51, limiti di confidenza al 95% da 1,20 a 1,91). Una metanalisi dei risultati di questa ricerca aggregati ai dati di 10 precedenti studi ha confermato l’associazione tra uso di inbitori della pompa protonica e fratture dell’anca (hazard ratio 1,30, limiti di confidenza al 95% da 1,25 a 1,36).

Questi risultati andranno confermati dai dati dei trial clinici (va ricordato per esempio che l'associazione tra inibitori di pompa e diminuzione dell'effetto antiaggregante del clopidogrel non è stata poi confermata).

I medici devono ricordare che la prescrizione degli inibitori della pompa protonica deve essere valutata sul singolo paziente e seguire le indicazioni del prodotto.

Khalili H, Huang ES, et al. Use of proton pump inhibitors and risk of hip fracture in relation to dietary and lifestyle factors: a prospective cohort study. BMJ 2012;344:e372 doi: 10.1136/bmj.e372.

e-mail ricercatore: achan@partners.org