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Lunedì, Maggio 25, 2026

Attenzione a valproato e zonisamide in gravidanza

L’esposizione prenatale ad alcuni farmaci antiepilettici aumenta il rischio di disturbi del neurosviluppo nei bambini, con profili di rischio molto differenti a seconda della molecola considerata.
Lo suggerisce uno studio di coorte basato sulla popolazione, condotto sui dati sanitari di beneficiari di assicurazione pubblica e commerciale negli Stati Uniti, nel periodo dal 2000 al 2021.
Complessivamente lo studio ha incluso 23.880 bambini, 14.993 dei quali esposti in utero ad almeno uno dei dieci farmaci antiepilettici analizzati (carbamazepina, lacosamide, lamotrigina, levetiracetam, oxcarbazepina, fenobarbital, fenitoina, topiramato, valproato e zonisamide) e 8.887 non esposti, nati da madri con epilessia che non avevano ricevuto alcun farmaco antiepilettico durante la gestazione. Gli esiti valutati nei bambini comprendevano qualsiasi disturbo del neurosviluppo, il deficit di attenzione e iperattività (ADHD), il disturbo dello spettro autistico, i disturbi del comportamento, la disabilità intellettiva e le difficoltà di apprendimento.
Ebbene, il valproato si è confermato la molecola con il profilo di rischio più sfavorevole: l’esposizione prenatale si associava a un aumento del rischio di qualsiasi disturbo del neurosviluppo (hazard ratio – HR 1,29, limiti di confidenza al 95% da 1,06 a 1,56) e un segnale simile è emerso anche per la zonisamide (HR 1,41, limiti di confidenza al 95% da 1,06 a 1,88). La carbamazepina e l’oxcarbazepina mostravano un incremento modesto del rischio di disturbo da deficit di attenzione e iperattività e disturbi del comportamento (HR nell’intervallo da 1,23 a 1,40).
Per levetiracetam, lamotrigina, fenitoina e topiramato invece non è emerso un incremento sostanziale del rischio per la maggior parte degli esiti, sebbene per topiramato e lamotrigina sia rimasto un segnale potenziale per la disabilità intellettiva e, per il solo topiramato, per le difficoltà di apprendimento.
Questi risultati rafforzano le prove già disponibili sul valproato e segnalano la necessità di monitorare più attentamente l’uso della zonisamide in gravidanza. Dal punto di vista clinico, la scelta del farmaco antiepilettico durante la gestazione dovrebbe tenere conto non solo dell’efficacia sul controllo delle crisi, ma anche del profilo di sicurezza neurologica per il nascituro, privilegiando, quando possibile, molecole con maggiori garanzie di sicurezza.

Straub L, Hernandez-Diaz S, et al. Prenatal antiseizure drug exposure and risk of neurodevelopmental disorders in children: population based cohort study. BMJ 2026; DOI:10.1136/bmj-2025-085725.

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