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Venerdì, Novembre 27, 2015

Sulla sicurezza gastrointestinale dei nuovi anticoagulanti orali

I ricercatori dell’Università di Lisbona hanno condotto una metanalisi per confrontare il rischio di sanguinamento gastrointestinale associato all’uso degli anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K (apixaban, dabigatran, edoxaban e rivaroxaban) con quello degli anticoagulanti orali antagonisti della vitamina K, dell’eparina a basso peso molecolare e dell’acido acetilsalicilico. Per la revisione sono stati selezionati 23 studi clinici randomizzati di fase III pubblicati fino a luglio 2015. Nei pazienti con fibrillazione atriale i nuovi anticoagulanti orali hanno mostrato un rischio simile agli anticoagulanti antagonisti della vitamina K (5 studi, 72.961 pazienti, rischio relativo 1,08, limiti di confidenza al 95% da 0,85 a 1,36) e all’acido acetilsalicilico (1 studio, 5.599 pazienti, rischio relativo 0,78, limiti di confidenza al 95% da 0,36 a 1,72). Nei pazienti che avevano subito un intervento di chirurgia ortopedica maggiore (intervento di protesi di ginocchio o d’anca) il confronto è avvenuto con l’eparina a basso peso molecolare e non ha evidenziato una differenza significativa (8 studi, 27.371 pazienti, rischio relativo 1,42, limiti di confidenza al 95% da 0,55 a 3,71). Nei pazienti con tromboembolia venosa infine gli anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K sono risultati associati a un rischio di sanguinamento non diverso dalla combinazione di eparina a basso peso molecolare più antagonisti della vitamina K (7 studi, 28.829 pazienti, rischio relativo 0,77, limiti di confidenza al 95% da 0,49 a 1,21). Non è emersa una differenza statisticamente significativa neppure negli studi sui pazienti con tromboembolia venosa che prevedevano un periodo di osservazione esteso e in cui l’impiego di anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K si confrontava con il placebo (2 studi, 3.825 pazienti, rischio relativo 1,48, limiti di confidenza al 95% da 0,15 a 14,84). Questa revisione non ha individuato un aumento del rischio di sanguinamento gastrointestinale grave con i nuovi anticoagulanti orali non antagonisti della vitamina K rispetto ad altri anticoagulanti o antiaggreganti utilizzati da più tempo. Altri studi precedenti avevano segnalato un profilo di sicurezza peggiore per lo specifico evento avverso, ma va precisato che la revisione ha fatto riferimento solo ai casi di sanguinamento gravi, mentre le analisi precedenti hanno considerato la frequenza di questo tipo di evento indipendentemente dalla gravità.
Caldeira D, Barra M, et al. Systematic review with meta-analysis: the risk of major gastrointestinal bleeding with non-vitamin K antagonist oral anticoagulants. Aliment Pharmacol Ther 2015;42:1239-49. e-mail ricercatore: dgcaldeira@hotmail.com