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Venerdì, Giugno 5, 2015

Sanguinamento gastrointestinale: anticoagulanti a confronto

Uno studio retrospettivo coordinato dalla Mayo Clinic ha confrontato il rischio di sanguinamento gastrointestinale associato agli anticoagulanti tradizionali con i nuovi (dabigatran e rivaroxaban, l'apixaban non è stato valutato per l'esiguità dei casi). I dati dell’archivio elettronico di una compagnia di assicurazioni relativi a poco meno di un triennio si riferivano a 92.816 pazienti (73,2% in terapia con warfarin, 9,2% con dabigatran, 17,5% con rivaroxaban) e hanno consentito il confronto testa a testa tra warfarin e ciascuno dei 2 nuovi anticoagulanti per sottogruppi omogenei di pazienti con o senza fibrillazione atriale quanto al rischio di sanguinamento in diverse sedi dell’apparato gastrointestinale.

Nei pazienti con fibrillazione atriale l’incidenza complessiva di sanguinamento con dabigatran era pari a 2,29 eventi per anni-paziente rispetto a 2,87 con il warfarin, differenza non statisticamente significativa (hazard ratio 0,79, limiti di confidenza al 95% da 0,61 a 1,03). 

Con rivaroxaban i risultati erano simili. Nei pazienti con fibrillazione atriale l’incidenza complessiva di sanguinamento era pari a 2,84 eventi per anni-paziente rispetto a 3,06 con il warfarin, differenza non statisticamente significativa (hazard ratio 0,93, limiti di confidenza al 95% da 0,69 a 1,25).

Anche nei pazienti senza fibrillazione atriale l’incidenza complessiva di sanguinamento era sovrapponibile nei trattati con i nuovi anticoagulanti orali o con il warfarin.

Peraltro all'avanzare dell'età emerge un eccesso di rischio rispetto al warfarin nei pazienti in terapia con rivaroxaban (hazard ratio a 75 anni con fibrillazione atriale 2,91, limiti di confidenza al 95% da 1,65 a 4,81; senza fibrillazione atriale 4,58, limiti di confidenza al 95% da 2,4 a 8,72), mentre in quelli trattati con dabigatran aumentava il rischio solo in presenza di fibrillazione atriale (hazard ratio a 75 anni 2,49, limiti di confidenza al 95% da 1,61 a 3,83).

Questi risultati aggiungono informazioni utili per la pratica clinica: da una parte indicano che i farmaci valutati sono generalmente simili per il rischio di sanguinamento gastrointestinale, dall’altro suggeriscono al medico cautela nell’uso dei nuovi anticoagulanti nel paziente molto anziano.

Abraham NS, Singh S, et al. Comparative risk of gastrointestinal bleeding with dabigatran, rivaroxaban, and warfarin: population based cohort study. BMJ 2015; doi: 10.1136/bmj.h1857.

e-mail ricercatore: abraham.neena@ mayo.edu