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Lunedì, Marzo 4, 2013

Reazioni avverse a trimetoprim-sulfametoxazolo in età pediatrica

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Uno studio retrospettivo osservazionale statunitense segnala che le reazioni avverse a trimetoprim-sulfametoxazolo sono in aumento. L’indagine ha avuto luogo presso il Children’s Mercy Hospital di Kansas City, un ospedale pediatrico di riferimento con circa 15.000 ricoveri l’anno, cui afferiscono 5 stati federali. Nei documenti sanitari erano segnalati 5 casi nel periodo 2000-2004 e ben 104 casi nel periodo 2005-2009. Si trattava in genere di rash cutaneo, mucosite, febbre, confusione mentale, diarrea o vomito, alterazioni della conta leucocitaria o piastrinica, aumento degli enzimi epatici. Il 58% dei bambini colpiti da una reazione avversa era stato trattato per un’infezione della cute o dei tessuti molli. Il dato è in linea con lo scenario nazionale ricavato da 25 ospedali specialistici pediatrici attingendo dall’archivio del Pediatric Health Information System che mostrava nel periodo 2004-2009 un passaggio da 5 a 13 casi di reazioni avverse per 100.000 ricoveri (p<0,001). Per individuare se si fosse modificato il numero di prescrizioni, i ricercatori hanno consultato il National Ambulatory Medical Care Survey/National Hospital Ambulatory Medical Care Survey. La media di prescrizioni annuali di trimetoprim-sulfametoxazolo era rimasta stabile (circa 2,2 milioni), ma non la media delle prescrizioni ambulatoriali per infezioni dei tessuti molli (2%  prima del 2005 rispetto a 17% nel 2009).

Gli autori traggono due conclusioni. Da una parte suggeriscono di verificare la reale tendenza ad aumentare la prescrizione dell’associazione chemioterapica in specifiche condizioni, verosimilmente sotto la spinta della sempre più diffusa resistenza alla clindamicina. Dall’altra ipotizzano un’influenza del tipo di malattia nel determinare la reazione avversa.

Goldman JL, Jackson MA, et al. Trends in adverse reactions to trimethoprim-sulfamethoxazole. Pediatrics 2013;131:e103-e108.

 e-mail ricercatore: jlgoldman@cmh.edu