news / Mercoledì, Giugno 10, 2015
Mercoledì, Giugno 10, 2015

Nuove evidenze sugli anticoagulanti orali

Che il profilo di sicurezza degli anticoagulanti sia un tema caldo lo dimostra la pubblicazione di un secondo articolo sul British Medical Journal (vedi altro articolo) i cui autori, per la maggior parte provenienti dalla  Johns Hopkins Bloomberg School of Public Health, dichiarano come obiettivo prioritario quello di delinearlo nel mondo reale.

L’indagine retrospettiva si è concentrata su un’ampia coorte di cittadini statunitensi (n=46.163) sopra i 18 anni di età che avevano ricevuto una prescrizione di warfarin (n=39.607, 85,8%), dabigatran (n=4.907, 10,6%) o rivaroxaban (n=1.649, 3,6%). Poiché questi soggetti erano il controllo di se stessi, i criteri di inclusione prevedevano che nel semestre precedente l’arruolamento non avessero assunto nessuno dei 3 farmaci valutati né avuto episodi di sanguinamento gastrointestinale. L’esito primario era il tempo al primo evento di sanguinamento nel corso del follow up.

Senza tenere conto delle correzione statistica in cui pesavano disomogeneità tra i gruppi confrontati in termini di età media (dabigatran vs rivaroxaban vs warfarin: 62 vs 57,6 vs 57,4 anni) e di genere (rispettivamente 69% vs 49% vs 53% maschi), emergeva un tasso di sanguinamenti gastrointestinali più elevato con l’uso di rivaroxaban (9,01 vs 3,41 vs 7,02 casi per 100 anni persona).

Dopo aggiustamento per i potenziali fattori di confondimento, l’analisi non ha rilevato differenze significative tra dabigatran e warfarin (hazard ratio 1,21, limiti di confidenza al 95% da 0,96 a 1,53) o tra rivaroxaban e warfarin (hazard ratio 0,98, limiti di confidenza al 95% da 0,36 a 2,69). Ciò  si confermava anche per i sottogruppo sopra i 65 anni  di età.

L’incertezza che emerge da questi risultati non consente conclusioni definitive, ma suggerisce cautela. Gli autori infatti riferiscono da una parte che i dati dell’analisi statistica dopo l’aggiustamento riflettono i tassi di sanguinamento gastrointestinale che si riscontrano nella popolazione adulta statunitense, dall’altra affermano che con i nuovi anticoagulanti orali non si possa escludere un aumento  del rischio emorragico.

Chang HY, Zhou M, et al. Risk of gastrointestinal bleeding associated with oral anticoagulants: population based retrospective cohort study. BMJ 2015 350:h1585; doi:10.1136/bmj.h1585.

e-mail ricercatore: hchang24 @jhmi. edu