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Venerdì, Ottobre 20, 2023

La vitamina D è davvero sicura?

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Nonostante l’attenzione crescente nei confronti della vitamina D, che periodicamente torna alla ribalta come rimedio con promettenti benefici per la salute tutti da dimostrare, rimangono incertezze sul suo profilo di sicurezza.
A cercare di chiarire il quadro è uno studio condotto sulle segnalazioni a farmaci e integratori alimentari contenenti vitamina D raccolte dalla Rete Nazionale Italiana di Farmacovigilanza e Fitovigilanza nel 2022.
Dall’analisi, che ha incluso complessivamente 770 segnalazioni, è emerso che il 29,6% delle reazioni avverse correlate all’uso di prodotti contenenti vitamina D è grave e tra queste le più descritte sono state ipercalcemia, insufficienza renale e tachicardia. Il tempo mediano di insorgenza è stato di 6 giorni con il 60,8% e il 69,9% delle reazioni gravi che si sono verificate entro i primi 30 giorni, rispettivamente, per gli integratori alimentari e i farmaci.
Inoltre, il rischio di sviluppare una reazione grave era significativamente più alto nei soggetti che riferivano di assumere più di quattro prodotti concomitanti (Odds Ratio - OR 2,44, limiti di confidenza al 95% da 1,30 a 4,60), dosi di vitamina D oltre 1.000 UI/giorno (OR 2,70, limiti di confidenza al 95% da 1,30 a 5,64) e di sottoporsi a terapie superiori a 7 giorni (OR 2,08, limiti di confidenza al 95% da 1,12 a 3,86).
Nella pratica clinica, c’è un abuso di vitamina D, anche perché viene considerata sicura. Questi dati pongono l’attenzione sulle possibili reazioni avverse.

Maggini V, Crescioli G, et al. Safety profile of vitamin D in italy: an analysis of spontaneous reports of adverse reactions related to drugs and food supplements. J Clin Med 2023; DOI:10.3390/jcm12144726.

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