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Venerdì, Novembre 30, 2018

Inibitori di pompa protonica nella disfagia pediatrica

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Uno studio retrospettivo di coorte effettuato presso il Boston Children’s Hospital ha verificato il profilo di sicurezza degli inibitori di pompa protonica impiegati in età pediatrica nei soggetti che hanno una disfagia. Sono stati seguiti per un periodo di osservazione medio di 18,2 mesi 293 bambini sotto i 2 anni di età (età media 8,8 mesi) con disfagia e aspirazione documentate da una fluoroscopia dinamica della deglutizione.

Dopo aggiustamento per i fattori di confondimento, nel sottogruppo di 149 bambini trattati con gli inibitori di pompa protonica (durata media del trattamento 7,1 mesi, dose media 1,67 mg/kg al giorno) si è osservata una incidenza maggiore di ricoveri ospedalieri rispetto al gruppo dei 144 non trattati (rischio relativo 1,77, limiti di confidenza al 95% da 1,16 a 2,68; ricovero con degenza di almeno una notte rischio relativo 2,51, limiti di confidenza al 95% da 1,36 a 4,62). Le ragioni del ricovero erano disturbi respiratori (tachipnea, respiro sibilante, distress respiratorio, polmonite e desaturazione) e digestivi (vomito, intolleranze alimentari, diarrea) e ritardo nell’accrescimento. Il rischio di ricovero era particolarmente elevato per i bambini con un sondino per la nutrizione enterale (rischio relativo 2,31, limiti di confidenza al 95% da 1,24 a 4,31).

L’indicazione all’impiego degli inibitori di pompa protonica in pazienti pediatrici con disfagia e aspirazione è a questo punto rimesso in discussione.

Duncan DR, Mitchell PD, et al. Association of proton pump inhibitors with hospitalization risk in children with oropharyngeal dysphagia. JAMA Otolaryngol Head Neck Surg 2018; DOI:10.1001/jamaoto.2018.1919.