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Martedì, Settembre 10, 2013

Maggiore il rischio di emorragia postpartum con gli antidepressivi

Uno studio internazionale di coorte coordinato dai ricercatori della Harvard School of Public Health di Boston segnala che l’uso di antidepressivi in coincidenza del parto aumenta il rischio di emorragia immediatamente successiva a esso. I risultati si riferiscono a un campione raccolto nel periodo 2000-2007 tramite Medicaid (il programma sanitario degli Stati Uniti a sostegno di individui e famiglie con basso reddito) e composto da 106.000 gravide di 12-55 anni con diagnosi di disturbo d’ansia o di disturbo dell’umore. Tale campione è stato classificato in 4 categorie secondo un criterio temporale per l’assunzione di antidepressivi: in atto (assunzione in occasione del parto), recente (assunzione per almeno 1 giorno nel mese precedente), pregressa (assunzione da 1 a 5 mesi prima del parto) e assunzione mai avvenuta (anamnesi farmacologica negativa nei 5 mesi precedenti il parto). Sono state considerate le diverse classi di antidepressivi e, per alcune sottoanalisi, i singoli farmaci. I criteri di inclusione prevedevano che le pazienti fossero esposte a un solo tipo di antidepressivo.

Le donne con esposizione in atto erano 12.710 (12%) per quanto riguarda l’esposizione ad antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina e 1.495 (1,4%) relativamente all’esposizione ad antidepressivi non inibitori della ricaptazione della serotonina.

Il rischio assoluto di emorragia postpartum era del 2,8% per le donne che non avevano mai fatto uso dei farmaci considerati, era più alto invece per le donne con assunzione in atto di antidepressivi (inibitori  della serotonina 4%, non inibitori della serotonina 3,8%) o con assunzione recente (3,2% e 3,1% rispettivamente).

Per il confronto tra l’uso corrente e l’anamnesi farmacologica negativa, Il rischio relativo di emorragia postpartum, rispetto alle donne non trattate, era 1,47 (limiti di confidenza al 95% da 1,33 a 1,47) per le donne in trattamento con inibitori serotoninergici e 1,39 (limiti di confidenza al 95% da 1,07 a 1,81) per i non inibitori serotoninergici.

Il numero dei casi da trattare per osservare un evento avverso (NNH) era di 80 per gli inibitori della serotonina e 97 per gli altri antidepressivi.

Il rischio di emorragia postpartum con l’uso di antidepressivi appare in assoluto modesto, ma statisticamente significativo e clinicamente rilevante, se si tiene conto che questa complicanza è una delle principali cause di mortalità e di morbilità materna.

Tra i meccanismi ipotizzati per spiegare l’aumento del rischio di sanguinamento c'è la deplezione del contenuto piastrinico di serotonina e il mancato effetto serotoninergico favorente la contrazione del miometrio; tuttavia essi non spiegano l’aumento del rischio emorragico riscontrato anche con le classi di antidepressivi che agiscono tramite un meccanismo d’azione differente.

Palmsten K, Hernández-Díaz S, et al. Use of antidepressants near delivery and risk of postpartum hemorrhage: cohort study of low income women in the United States BMJ 2013;347:f4877.

e-mail ricercatore: kkp762@mail.harvard.edu