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Martedì, Settembre 10, 2019

Anestesia nel bambino ed esiti a lungo termine

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L’esposizione prolungata e ad alte dosi di anestetici in bambini sopravvissuti a una leucemia linfoblastica acuta si associa a ritardi di tipo neurocognitivo e ad anomalie strutturali cerebrali.

La notizia proviene da uno studio di coorte statunitense che ha seguito, per una media di 7,7 anni dopo la diagnosi, 212 pazienti con un’età media alla diagnosi di 14 anni.

I ricercatori hanno valutato gli esiti neurocognitivi (attenzione, velocità di elaborazione, funzioni esecutive, intelligenza) e le risonanze magnetiche dei pazienti (volume cerebrale, spessore corticale).

I risultati indicano che il rischio di compromissione neurocognitiva aumenta con alte dosi di propofol (rischio relativo per una dose di 100 mg/kg 1,40, limiti di confidenza al 95% da 1,11 a 1,75), con l’esposizione a derivati del flurano (rischio relativo per esposizione 1,10, da 1,01 a 1,21) e con una maggiore durata dell’anestesia (rischio relativo per ogni ora aggiuntiva 1,03, da 1,00 a 1,06).

Gli stessi fattori di rischio provocano un rallentamento della velocità di elaborazione.

Anche la diffusività dell’anestesia sembra giocare un ruolo negli esiti neurocognitivi: un’alta dose di propofol e la durata dell’anestesia sono associate a un’alta diffusività nel corpo calloso, a sua volta significativamente correlata con la velocità di elaborazione.

I risultati di questo studio mettono in luce nuovi rischi collegati all’anestesia in età pediatrica, che superano quelli finora noti e suggeriscono di limitarne l’esposizione in questa fascia di popolazione.

Banerjee P, Rossi MG, et al. Association between anesthesia exposure and neurocognitive and neuroimaging outcomes in long-term survivors of childhood acute lymphoblastic leukemia. JAMA Oncol 2019. DOI: 10.1001/jamaoncol.2019.1094