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Mercoledì, Settembre 20, 2017

Sanguinamento intraoculare da anticoagulanti diretti

Una revisione sistematica condotta presso le Università di Adelaide e di Oxford suggerisce che l’impiego di anticoagulanti diretti comporti un rischio di sanguinamento intraoculare minore rispetto al warfarin.

I ricercatori hanno selezionato dai principali archivi della letteratura scientifica gli studi clinici di fase 3 pertinenti, pubblicati fino ad agosto 2016. I criteri di inclusione prevedevano che la popolazione studiata fosse rappresentata da pazienti con fibrillazione atriale o tromboembolia venosa e che fosse stato effettuato il confronto tra warfarin e un anticoagulante inibitore diretto del fattore Xa (rivaroxaban, apixaban, edoxaban) o del fattore IIa (trombina) (dabigatran). 

I 12 studi clinici individuati hanno coinvolto nell’insieme 102.627 pazienti.

Rispetto al warfarin, con gli anticoagulanti diretti si è osservata una riduzione lievemente significativa del rischio di sanguinamento intraoculare (rischio relativo 0,78, limiti di confidenza al 95% da 0,61 a 0,99).

L’analisi per sottogruppi non ha evidenziato differenze tra i singoli farmaci o in funzione delle indicazioni prescrittive.

Negli ultimi tempi altri studi avevano segnalato un minori rischio di sanguinamento intraoculare degli anticoagulanti diretti rispetto al warfarin. Tra questi uno studio pubblicato lo scorso aprile, ha fatto riferimento alle segnalazioni presenti in Vigibase, l’archivio informatico di farmacovigilanza dell’OMS.

Questa informazione può avere ricadute pratiche nella clinica, per esempio in un paziente a rischio di sanguinamento della retina può essere meglio usare un anticoagulante diretto, ma sono necessari ulteriori studi.

 

Sun MT, Wood MK, et al.Risk of intraocular bleeding with novel oral anticoagulants compared with warfarin: a systematic review and meta-analysis. JAMA Ophthalmol 2017; DOI:0.1001/jamaophthalmol.2017.2199.

e-mail ricercatore: michelle.sun@adelaide.edu.au