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Sabato, Giugno 10, 2017

Fratture osteoporotiche con i farmaci psichiatrici

 

L’uso di farmaci psichiatrici si associa a un aumento del rischio di fratture da osteoporosi. Lo suggerisce lo studio Manitoba Bone Density Program effettuato su un ampio gruppo di soggetti sopra i 40 anni della provincia canadese del Manitoba con l’ausilio del FRAX (Fracture Risk Assessment Tool). Questo metodo, messo a punto dall’OMS, stima il rischio a 10 anni di avere una frattura da osteoporosi in diverse sedi tenendo conto dei dati della mineralometria ossea e di una serie di fattori di rischio (età, genere, peso e altezza, storia individuale e familiare di fratture e di malattie reumatologiche, abitudine al fumo e all’alcol, uso di steroidi).

La popolazione studiata comprendeva 68.730 soggetti (62.275 donne, età media 64,2 anni). I pazienti con malattia mentale sono stati identificati dai dati retrospettivi di 3 anni del servizio sanitario locale ed è stata raccolta l’anamnesi farmacologica e la storia di fratture. E’ emersa la presenza di un disturbo mentale nel 20% del campione (9,6% depressione, 9% disturbo d’ansia, 0,3% schizofrenia) e l’uso di farmaci psichiatrici nel 30,7%.

A un follow up di 485.322 anni-persona (mediana 6,7 anni), l’8,4% (n=5.750) era stato sottoposto a una mineralometria, il 2,3% (n=1.579) aveva subito una frattura ossea, il 13,1% (n=8.998) era morto.

Dall’analisi effettuata tenendo conto soltanto del punteggio FRAX l’essere depresso comportava una maggiore probabilità di aver effettuato l’indagine (hazard ratio 1,39, limiti di confidenza al 95% da 1,27 a 1,51, p<0,05) e di incorrere in una frattura dell’anca (hazard ratio 1,43, limiti di confidenza al 95% da 1,22 a 1,69, p<0,05).

Tuttavia, dopo l’aggiustamento per l’uso di farmaci, la significatività statistica di queste associazioni non veniva raggiunta ed emergeva un’associazione indipendente tra probabilità di effettuazione dell’esame e rischio di frattura, significativa con tutte le classi di farmaci dagli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (hazard ratio per mineralometria 1,43, limiti di confidenza al 95% da 1,27 a 1,6 e per fratture 1,48, limiti di confidenza al 95% da 1,18 a 1,85), antipsicotici (hazard ratio 1,43, limiti di confidenza al 95% da 1,15 a 1,77 e 2,14, limiti di confidenza al 95% da 1,52 a 3,02) e benzodiazepine (hazard ratio 1,15, limiti di confidenza al 95% da 1,04 a 1,26 e 1,24, limiti di confidenza al 95% da 1,05 a 1,47).

Il punteggio FRAX conduceva a una sottostima della probabilità a 10 anni sia di effettuare una mineralometria ossea del 29% sia di avere una frattura dell’anca del 51% per i pazienti depressi, per effetto del rischio aggiuntivo riconducibile ai trattamenti farmacologici.

Nei pazienti con malattie psichiatriche era stata segnalata una frequenza abnormemente elevata di disturbi dell’osso/fratture, ma la relazione con l’uso di antipsicotici, per quanto sospettabile, non era mai stata chiaramente dimostrata.

 

Bolton JM, Morin SN, et al. Association of mental disorders and related medication use with risk for major osteoporotic fractures. JAMA Psychiatry 2017. DOI: 10.1001/jamapsychiatry.2017.0449.